
Il frigo festeggia vent’anni: torna in scena lo spettacolo di Andrea Adriatico con Eva Robin’s che ha debuttato nel 2005, attraversando i palcoscenici di tutta Italia, a partire dall’Off/Off Theatre di Roma dal 28 al 30 novembre.
Il frigo è uno dei testi teatrali più vorticosi di Copi, dove si ritrovano concentrati i suoi temi e le sue manie, a cominciare dai sessi indefiniti, sullo sfondo dell’incommensurabile solitudine di una donna chiusa in casa, che inganna fobie e angosce immaginando personaggi che la vengono a trovare più o meno assurdi e minacciosi.
A incarnare la protagonista è Eva Robin’s. Ironica, affascinante, cinica: così si presenta in scena, con un monologo che sembra scritto appositamente per lei, in un vorticoso crescendo di parole e situazioni da fumetto tragicomico come in un trip lisergico.
Il frigo
di Copi
uno spettacolo di Andrea Adriatico
con Eva Robin’s
cura Saverio Peschechera, Giovanni Santecchia, Anas Arqawi
scene e costumi Andrea Cinelli con la consulenza di Maurizio Bovi
fotografia Raffaella Cavalieri
produzione Teatri di Vita
con il sostegno di Comune di Bologna, Regione Emilia-Romagna, Ministero della Cultura
Hanno detto del Frigo:
“Eva è lì per mischiare le carte, per cancellare i confini dell’anagrafe come voleva Copi, per risultare lievemente mascolina quando veste abiti femminili e femminilissima quando porta la cravatta e i baffi finti. E questo compito lo assolve con un’efficacia misteriosamente conturbante” (Renato Palazzi, Linus)
“Andrea Adriatico, regista fra i più singolari e spiazzanti del ‘nouveau théatre’, animatore del gruppo bolognese Teatri di Vita, restituisce Copi a nuova vita” (Ugo Ronfani, Il Giorno)
“Una giornata folle, una ‘ronde’ di mutazioni, una fantasia tragicomica che svela, grazie all’intelligente regia di Adriatico e alla bravura convincente di Eva Robin’s, paesaggi di angoscia interiore, fantasmi dell’anima vissuti con ironia, gusto per l’eccesso, irriverenza ma anche solitudine e desiderio di fare a pezzi con sarcasmo, con estro anarchico la società borghese” (Magda Poli, Corriere della sera)
“Un lavoro raffinato e divertente, una giostra di trovate e sorprese, ma anche un acidissimo ritratto dell’alta borghesia, fotografata nell’assoluta vanità delle sue manie e dei suoi affanni” (Valeria Ravera, Hystrio)
“Gran pregio di Eva Robin’s è quello di recitare tutti i personaggi di Il frigo di Copi esibendo un’incantevole e seducente grazia grafica, liberata da una definita identità sessuale e alleggerita da impacci naturalistici” (Pietro Favari, Il foglio)